“Il bello è sempre bizzarro” C. Baudelaire
Certo non ho visto questo film negli anni ‘80, ma dato che è uscito nel 1986, non poteva mancare all’appello.
Uno steccato bianco, dei papaveri rossi, il cielo blu. Non vi svelerò nulla che vi possa danneggiare la visione, spero solo di ricreare un mix d’immagini e suoni che vi spinga alla sua immediata visione
Labbra rosse , prati verdi e l’omonima canzone Blue Velvet interpretata da Bobby Vinton. Poi un orecchio umano reciso, brulicante d’insetti in un campo.
La colonna sonora è conturbante quanto le immagini e sentire l’interpretazione del leit motiv
fatta da Isabella Rossellini ( alias Dorothy Vallens) allo Slow club funge da potente narcotico del nostro stato cosciente riuscendo ad astrarci dalla nostra condizione reale. Il tutto per poter compiere l’esperienza di viaggio all’interno dell’immaginario che si apre sbirciando tra le fessure del quotidiano della provincia tranquilla di Lamberton.
L’orecchio delimita la soglia che nel vissuto comune si crea tra sogno e incubo, tra onirismo e surrealismo: ci spinge ad interpretare le situazioni.
Tende rosse (rigorosamente in velluto) svolazzanti, da sfondo all’interno delle scene chiave.
Il tempo scorre lentamente, mentre noi ci intrufoliamo attivamente all’interno dell’opera muovendoci in modo autonomo.
Le immagini prendono forma, conferendo ancora più sostanza alla dicotomia che si sviluppa tra l’emisfero dell’innocenza e dell’esperienza, percepibili tramite il percorso del nostro protagonista, nel suo riemergere al reale con tramite un percorso di conoscenza, sino a riemergere in superficie.
Blu che simboleggia lo smorzamento della ragione in favore delle pulsioni più recondite. Ambiguità & stranezze inquietanti. Bellezza & disgusto. Perversione.
Questo (falso) thriller, con risvolti melodrammatici e psicoanalitici, è stato escluso dalla Mostra Internazionale del cinema di Venice con l’accusa di pornografia gratuita…a voi l’ardua sentenza
Se vi chiederete cosa aspiri Frank Boothre in continuazione dalla bombola… è nitrito d’amile, più comunemente conosciuto come popper
…and I stell can see blue velvet through my tears!

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