Tommy trickerCome dire… qua ci vogliono i veri appassionati…

Nel ripensare ai film che hanno caratterizzato la mia infanzia, e con particolare enfasi gli anni ‘80, mi è tornato alla mente come un fulmine a ciel sereno un film che adoravo: “Tommy Tricker e il Francobollo Magico”, detto anche “Tommy Tricker e il viaggio nel francobollo” (1988). Sinceramente non saprei dire quale di questi titoli sia esatto. Ricordo solo che era estate, il periodo del Festival di Giffoni, e che i miei mi registravano videocassette su videocassette di quei film per bambini e ragazzini in cui protagonisti assoluti erano bambini e ragazzini: tra questi Tommy Tricker era in vetta alle mie classifiche .

Credo che questa sia una produzione canadese, veramente ma veramente artigianale, e racconta di una storia bellissima che ha per protagonisti un paio di ragazzini di una grande città: uno è il tipico bravo bambino, diligente, figlio di architetto, devoto ai genitori… l’altro è l’ovvio il baby-teppista, circondato da nugoli di fratellini affamati, senza padre e con la solita madre cicciona e disoccupata. Questi due ragazzini, senza avere poco più dell’età in comune, diventeranno però amici grazie a una magia scoperta all’interno di una vecchia collezione di francobolli di poco conto: il sistema per viaggiare dentro ai francobolli.

Basta recitare una frase magica, percorrere alcuni passi e saltare dentro a un francobollo che abbia un po’ di spazio a disposizione, possibilmente già incollato su una busta pronta a partire. Il protagonista principale (Ralph) viene catapultato in Cina e poi in Australia, alla ricerca della famosa collezione di francobolli di inestimabile valore (tra cui il Vittoria da 12 penny) che la persona creatrice della magia aveva nascosto in un qualche punto del mondo. Tommy lo insegue, chiaramente attratto dalla possibilità di ruabargli il tesoro: i due si incontreranno all’interno di una specie di zoo popolato da canguri, e riusciranno, da alleati e non da nemici, ad appropriarsi della collezione.

In questo universo dai contorni fantastici, il viaggio dei due ragazzini è irreale, sì, ma d’altra parte anche una vera e propria prova di iniziazione: alla tolleranza, all’amicizia, alla condivisione di un’esperienza comune.

Insomma… questo è un film fantastico per i bambini di tutte le età. Non nascondo che anche io abbia provato, da piccola, a viaggiare su un francobollo, ma purtroppo qualcosa non deve aver funzionato… Per ora mi accontento dell’autobus!!

Last but not least: devo confessare che provavo un debole per un quattordicenne che dopo una ventina di minuti di pellicola appariva cantando con il suo gruppo in un centro commerciale. La canzone era “I’m running for you”. Il nome del ragazzino compariva nei titoli di coda: era niente di meno che il super cantante Rufus Wainwright (oltre a sfornare dischi pop, ha collaborato e collabora attivamente alle colonne sonore di un sacco di film, come “Moulin Rouge”, “The Aviator”, “Shrek”…). Ancora oggi mi stupisco di quanto, a 6 anni, fossi stata lungimirante!



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