Che dire. Sergio Staino io l’ho conosciuto. E’ un uomo che a Bobo un po’ assomiglia, se non altro per il carattere sognatore e rude con il quale si presenta. Corpulento e barbuto, e ci vede anche poco. Di sinistra. Pure sua moglie assomiglia alla moglie di Bobo. E’ la fotocopia sputata. Parla di suo marito con pazienza e disincanto, è sudamericana e ha i capelli liscissimi e castani, che le ricadono sulle spalle esili. Purtroppo i figli non li ho conosciuti, ma il semplice fatto che si chiamino Ilaria e Michele, come i due figli di Bobo, mi lascia supporre che anche loro qualcosa in comune ce l’abbiano con i loro alter ego disegnati.
Sergio Staino realizza le sue tavole in pochi istanti. Il suo tratto frettoloso e indefinito dà corpo però a composizioni suggestive, dinamiche, brulicanti… e incredibilmente realistiche. Forse, la sua capacità principale è quella si saper descrivere i caratteri umani.
Staino è sempre in attività in molti campi dello spettacolo. Durante gli anni ‘80 è sbocciato in collaborazioni con riviste, giornali, ha stretto un rapporto proficuo che continua tuttora con l’Unità. Ha fondato la rivista Tango, settimanale satirico a cui hanno collaborato Francesco Guccini, Altan, Gino e Michele, Michele Serra. Sempre negli anni ‘80 inizia una collaborazione con Raitre, dove firmerà alcune trasmissioni (Teletango, Cielitolindo) e rubriche.
Passando al fumetto vero e proprio, Bobo è un uomo tra i 40 e i 50 anni, occhialuto, con il naso a patata e panzuto, fedelissimo al PCI e grande amico dell’ossuto compagno Molotov. Nonostante la fede politica indiscussa, da verità in tasca, il personaggio di Bobo viene spesso e volentieri messo di fronte alle contraddizioni profonde della politica italiana e dei personaggi che la animano, dell’attualità, delle guerre, e la sua sicurezza vacilla, costantemente. Cosparso di un’ironia avvincente e gustosa, questo fumetto spesso e volentieri si prende infatti gioco delle icone politiche del nostro paese, e contemporaneamente anche delle reazioni del suo protagonista, un personaggio assolutamente normale, assolutamente legato a un’indole tutta italiana del prendersela per un nonnulla, indissolubilmente legato alla sua famiglia e ai suoi valori, costantemente assillato da problemi futili (incomprensioni con la pignolissima moglie Bibi, coi figli, con gli amici), da imbarazzi per figuracce fatte in giro, da preoccupazioni sul futuro dell’Italia. E’ inutile. Ci rivedo sempre mio padre… me stessa… e tanti comportamenti che ognuno di noi ha quotidianamente. “Bobo trema, suda e si tormenta per lo stress e per le difficoltà di conciliare se stesso con il mondo” (parafrasando Luca Raffaelli, di Repubblica).
Staino è magistrale nella descrizione delle caratteristiche (fisiche e caratteriali) dei personaggi reali che disegna, e che si scontrano in maniera quasi onirica con la purezza di animo e di ideali del nostro Bobo. Questi fumetti non si limitano a evocare situazioni presenti o passate, ma le inseriscono in una storia nuova, rendendo i contorni storici romanzati e i comportamenti dei leader sempre deprecabili. Un esempio indimenticabile è la trasfigurazione di D’Alema, Veltroni e Occhetto nei personaggi di South Park. Ma come diavolo fa? E’ assolutamente geniale.
Insomma. Se non avete mai letto niente di Bobo vi consiglio di farlo il prima possibile. Ogni disegno, ogni parola, ogni volto assumono una pregnanza satirica, ironica e strepitosa. Guardate qua il nostro Guccini come si accapiglia con la sua Locomotiva:

Ma soprattutto, ecco il nostro Bobo, quando, in anni più recenti agli 80’s, si accapiglia con il grande mondo di INTERNET (direi che ci stava bene, in un blog!!)
Insomma, Bobo rulez!!!! LEGGETELO!!!!!
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